Cosa abbiamo visto: una scuola che si mette in mostra nella giornata mondiale del libro; alunni pieni di gioia e creatività

Maestre appassionate che amano il lavoro più bello del mondo senza sentirne la fatica; una dirigenza scolastica lungimirante insieme ad una istituzione locale attenta e sensibile;
associazioni del terzo settore e valenti artisti impegnati ad implementare l’offerta educativa; bambini che raccontano storie con il supporto di un teatrino in cui scorrono disegni colorati tratti dalle opere dell’artista curdo Fuad Aziz; altri impegnati a danzare e altri ancora a disegnare strisce a fumetti; emozioni messe in scena teatrale e in disegni che richiamano artisti famosi.
Cosa abbiamo udito: bambini che cantano a squarciagola “Imagine” di John Lennon immersi nel ruolo di ambasciatori del messaggio “se tutti immaginiamo un mondo migliore, sarà più facile raggiungere un futuro migliore”; altri che cantano in logudorese Janas – dormidera: altri ancora che cantano “No potho reposare”, accompagnati dalle vibranti note del violino e della chitarra; un’intera classe che canta in lingua wolof assieme ad un percussionista senegalese.
Cosa abbiamo imparato: che chi “meno ha”, per usare una eufemistica definizione latina, riesce a dare tanto recitando con il cuore poesie di Rodari; che con poco si può fare molto, anche a scuola, per l’accoglienza, l’inclusione e la coesione sociale; che attorno al libro tutte le arti possono essere coinvolte.
Succede a Quartu, nella scuola primaria di via Alghero.











