L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna.

L’ultimo evento dell’intensa terza settimana per la promozione della cultura romanì l’abbiamo dedicato al patrimonio immateriale di questa cultura in Sardegna.
La ricerca di Davide Atzori in base agli studi del prof. Massimo Aresu ha messo a fuoco un sistema di “Ragnatele identitarie e appartenenze multiple” a partire dalla presenza dei Gitanos nella Sardegna spagnola dell’età moderna. La specificità sarda è data dal processo di progressiva acquisizione dei diritti di cittadinanza dei gitani nell’isola che attraverso strategie matrimoniali con la popolazione locale ha consentito un maggior livello di integrazione e radicamento territoriale (sedentarizzazione). L’esposizione della ricerca ha favorito un dibattito molto partecipato sull’origine dei cognomi attraverso l’uso del patronimico e del toponimico dopo il nome proprio. Ciò avveniva per esigenze istituzionali di identificazione in modo più diffuso tra le comunità agro-pastorali in cui erano insediati, mentre l’attribuzione del nome si traduceva come forma di autocoscienza identitaria.










