Progetto “ICARO – ATOBIUS”

Immaginate una città di 66.063 abitanti, quasi quanto Quartu la terza città della Sardegna. La popolazione è composta di soli adulti, in costante crescita del 4% dall’inizio dell’anno ad oggi (2.564 unità in più). In questa città gli stranieri sono il 31,6% e le donne il 4,5%. Gli spazi sono ridotti e il sovraffollamento è del 143%. Il tasso di suicidi è 20 volte superiore a quello del resto della popolazione italiana. Il 12% ha una diagnosi psichiatrica grave certificata. Tre su 4, oltre il 75% della popolazione di questa città, manifestano disagio psicologico (forme acute o croniche di ansia, depressione lieve o reazioni da disadattamento). Il 46,5% fa uso regolare di sedativi o ipnotici per dormire o placare l’ansia e il 24% assume antipsicotici, stabilizzanti dell’umore o antidepressivi.
Immaginate ora una città di circa 600 abitanti, quasi come Siddi o Villanovaforru e altri piccoli paesi sardi. La popolazione è composta solo da minori e giovani adulti (14 – 25 anni). Gli stranieri sono il 40% della popolazione. Oltre l’80% dei ragazzi IPM manifesta forme diffuse di sofferenza psicologica o disturbi del comportamento. Circa il 30% hanno una diagnosi formale legata a disturbi della personalità e cresce il consumo di psicofarmaci. Circa il 30% ha fatto uso di stupefacenti e al 60 % vengono somministrati regolarmente psicofarmaci, sedativi o tranquillanti per la gestione del sonno e degli stati ansiosi. Molti sono in doppia diagnosi. Una situazione molto preoccupante che evidenzia una forte criticità del sistema giudiziario minorile. Che fare? È necessario che chi può fare qualcosa si metta a disposizione. E lo faccia per un’effettiva funzione rieducativa.
